Shelters And T-Raps (2008/2009)

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Progetto

Mi sono sempre domandato cosa significhi “essere al sicuro”. Penso alla bellissima sequenza nel capolavoro di Ingmar Bergman Il Settimo Sigillo (1956) dove uno dei protagonisti scala un albero felice di essere sfuggito alle pestilenze, ai soldati, ad ogni male immaginabile, e proprio in quel momento si accorge che la Morte sta tagliando l’albero… oppure penso spesso a coloro che prendono droghe sentendosi protetti proprio nel cuore del pericolo. Inoltre noto spesso come ci abituiamo al pericolo ed alle minacce (gente che vive in continuo stato di guerra, in un infinito calvario di malattie e disagi…).
Questo mi fa riflettere su come “essere al sicuro ” è un concetto relativo, connesso principalmente alla conoscenza ed alla comprensione delle regole, dell’ambiente, della situazione culturale e soprattutto alle scelte. SHELTERS AND T-RAPS è una specie di azione sonora per voce femminile, banjo, 2 percussionisti e live electronics, un’altalena fra pericolo e sicurezza, mostri sonici e quiete silenziosa; coseche appaiono orribili non appena diventano familiari perdono il loro potere negativo, eventi rassicuranti nascondono trappole. Prima esecuzione: Art’s Birthsday 2009, ZKM, Karlsruhe, 16 Gennaio 2009.
Dur. 20’00″

Agata Zubel: voce
Frank Thomé: percussioni (marimba, batteria, oggetti)
Rie Watanabe: percussioni (vibrafono, timpani, oggetti)
Stefano Giannotti: banjo, samplings
David Loscher: assistente

Prodotto da Stefano Giannotti per SWR2, Hörspiel Abteilung
Exercutive producer: Frank Halbig

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Partitura

Prima parte:
In questa prima parte Agata lancia grida isolate, fortissimo, come qualcuno che prova orrore. Frank e Rie alternano il lancio di oggetti di metallo pesante sul pavimento a 3 diverse sezioni di marimba, vibrafone timpani e batteria. I suono al sampler alcunie grida femminili trattate (che ricordano un po’ una belva nel bosco). La scena si trasforma improvvisamente in una specie di scherzo. Il segnale viene dato da Frank quando lancia l’oggetto di metallo vicino ai piedi di Agata e lei grida come se si fosse fatta male.
Cominciamo a ridere, all’inizio discretamente, poi più forte , anche Agata.
Poi la scena si trasforma in un circo giocoso con scherzetti sonori, un fischietto, una trombettina, un palloncino che esplode, il tutto aiutato dal sampler (risate campionate); si ride e ci si diverte, poi Agata ed io cantiamo assieme una piccola canzoncina stupida. Durata: circa 4 minuti.

Seconda parte:
All’inizio della seconda parte Agata rimane sola. Felice e rilassata. Legge un libro o sorseggia una tazza da té, o qualsiasi altra azione quotidiana in tutta tranquillità, quando improvvisamente il suo volto cambia, comincia a tremare; una specie di malore, come un attacco epiletico aumenta sempre più finchè diventa insopportabile. Cade a terra, rotola sul pavimento producendo suoni mostruosi… poi, lentamente, si calma, ritorna in uno stato di tranquillità come se niente fosse accaduto.
Questa azione viene compiuta tre volte:
1, come descritto sopra
2, con live-electronics (un effetto di shuffling delay con leggera distorsione)
3, con live electronics e timpani, batteria e banjo aiutando Agata nel tremore (pattern 4).
Al termine del terzo attacco epilettico Agata canta una ninnananna e si addormenta.
Durata: circa 4 minuti.

Terza parte:
Il sogno. Agata giace addormentata sul pavimento. Il sampler suona paesaggi immaginari che imitano uccelli (ottenuti filtrando sirene di polizia ed ambulanza) in lenta trasformazione verso vere sirene di polizia ed ambulanza; si trasformano nuovamente in paesaggi evenescenti, ora paurosi, ora rassicuranti. Alla fine si odono veri uccelli e Agata si risveglia tranquilla e fresca.
Vibrafono, percussioni e banjo potrebbero sottolineare tutta l’azione.
Durata: circa 4 minuti.

Quarta parte:
Agata intona un canto di uccello, dolcemente, forse in maniera ironica (un po’ come la Biancaneve di Disney). Un suono basso e profondo al sampler (ottenuto filtrando un mix di inni nazionali) attacca in sottofondo.
Le percussioni suonano il Pattern 7 (batteria e timpani). Il banjo attacca una lunga sezione di ritmi funky rivisitati, il suono basso aumenta e rivela reveals gli inni nazionali nascosti che poco a poco ingoiano tutto. Agata trasforma il canto di uccello in un solo con parole e suoni sconclusionati, come se fosse pazza, aiutata dal live-electronics.
Al termine del lungo crescendo batteria e timpani si fermano; udiamo suoni di guerra, inni nazionali e Agata che grida di nuovo come all’inizio del brano.
Durata: circa 8 minuti.

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Performance