Fine del messaggio (1998/99)

messaggio

 

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opera radiofonica sui temi della saturazione da informazione e i pericoli della telecomunicazione. per voci, nastri, oboe, violoncello e chitarra elettrica.

            

Matilde non riesce a dormire.
Il suo sonno è turbato da visioni e presentimenti sulle origini e le sorti del mondo. Piange. Nella sua lunga veglia, “vede” tre diversi momenti nel cammino dell’uomo, come interferenze sull’altro lato della culla. A tali rivelazioni, si uniscono altre visioni, sugli archetipi e i riti ciclici dell’umanità.
Senza parole. Il mondo popolato dagli uccelli e da persone che hanno perso la capacità verbale di esprimersi; un uomo e una donna cercano invano di pronunciare parole, ma l’unica che viene fuori è “karaoke”. Esasperati dalla loro circolare afasia (corrosa sempre più da misteriosi segnali radio) provano a comunicare attraverso il sesso, e infine imitano il verso degli uccelli.
Appunti per la scena del matrimonio. Una cerimonia di matrimonio, celebrata fra feedback e larsen, come il ricordo sbiadito da un vecchio diario. Vino, campane, risate. Una matita annota gli avvenimenti in tempo reale, li trasforma in codice cifrato.
La terra ascoltata dalla luna. Il mondo dominato dal caos. Ciò che udirebbe della Terra un ipotetico ascoltatore posto sulla Luna. Saturazione. Dati su dati, parametri di controllo. Attraverso successive orbite (gli anelli), una panoramica sonora su paesi e città in perpetua trasformazione. Soprattutto udirebbe la totale assenza di silenzio, la respirazione accelerata, lo spazio interamente occupato da programmi, interferenze, rumore bianco.
Appunti per la scena del funerale. Feedback. Una donna piange con discrezione. La matita continua a prendere appunti.
Nessun messaggio. Il mondo dominato dal silenzio. Una segreteria telefonica ripete “nessun messaggio”. Altre segreterie e telefoni la ascoltano e si inseriscono cominciando a dialogare fra loro. I messaggi si riproducono, crescono, si combinano fino alla perdita totale del controllo. Come interferenze, tornano alla memoria i segni dell’afasia. Nuove voci senza parole, e il palcoscenico è pronto per altre storie.
La visione termina nella culla; Matilde si sta addormentando al canto della nonna. Rimane la segreteria telefonica che dice “fine del messaggio”.FINE DEL MESSAGGIO” è un’opera sui temi della saturazione da informazione e sui pericoli della tele-comunicazione.
Matilde, una bimba nata da poche settimane, è turbata da visioni archetipe e premonitrici. In un mondo primitivo (o forse post-distruzione magnetica?) creature afasiche si sforzano invano di comunicare, di pronunciare almeno una parola; ma i vani tentativi vengono disturbati da un crescente tornado-radio che, come i vagiti della neonata, si ripresenterà lungo l’intero corso dell’opera. Il futuro dell’umanità? L’afasia e il silenzio, rotti talvolta da violente maree magnetiche e da messaggi digitali. A poco serve la consolazione della ninna-nanna, Matilde affronterà il mondo e dunque il futuro.

Nell’opera vengono in gran parte impiegate registrazioni di paesaggi sonori urbani, onde-radio, talk-shows, segreterie e telefoni, a volte elaborati elettronicamente. Fa da sfondo Berlino, le bancarelle dei Turchi al mercato di Friedenau, la Love-Parade per le strade del centro. Voci di persone di diversa nazionalità pronunciano i nomi di località; una lezione di Inglese si trasforma in coordinate per una battaglia navale; Marino, un vecchio contadino Italiano racconta il suo primo contatto con la radio, sulle interferenze di Radio Moskwa.
Gli strumenti musicali (oboe, violoncello, chitarra elettrica) sottolineano l’azione, creando una loro propria drammaturgia; imitano gli elementi paesaggistici, suonano melodie afasiche, aggiungono rumore.
Il feedback (ottenuto dal riascolto, a canali aperti, di un registratore a cassette in registrazione a cui vengono aggiunti effetti digitali come delays, reverberi, pitches, ecc.) reinterpreta il tema della saturazione in chiave elettro-acustica.

Regia e musica: Stefano Giannotti

Ensemble IL TEATRO DEL FARO
Matilde Giannotti, Mariola Krajczewska, Stefano Giannotti: voci
Michelangelo Rinaldi: oboe
Lara Vecoli: violoncello
Stefano Giannotti: chitarra elettrica

Altre voci:
Nicolas Collins, Peter Machajdík, Patrick de Sielvie, Miriam Houtermans, Marino Vannucchi, Renato Ceccherelli, Linda Matteucci, Zofja Krajczewska
Drammaturgia: Götz Naleppa
Assistente di Produzione: Marcus Mohr
Sound Engineer: Lutz Pahl
Ispirazione: Prof. Pierangelo Schiera, Istituto Italiano di Cultura di Berlino

Composto e prodotto in Berlino fra Maggio 1998 e Febbraio 1999

Dur. 46’32″

 

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