La Città dei Carillons (1992/98)

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orecchio (Frammento. 3’02″, 1,5 MB)
cd CD

Opera radiofonica per voci di bambini e scatoline musicali.

LA CITTA’ DEI CARILLONS è un’opera sui temi della creatività infantile e dell’Europa. Bambini di 29 stati europei leggono e drammatizzano storie da loro scritte attorno alle tre parole “VENTO,STRADA, CARILLON”; le differenze di lingua, trama e cultura danno origine ad un “Tema con Variazioni” (le tre parole e le loro rispettive interpretazioni) e allo stesso tempo ridisegnano una mappa della Comunità Europea senza confini di stato, divisioni politico-religiose, conflitti etno-economici.
La “scatolina musicale” è chiamata erroneamente in Italia Carillon; in tutta Europa il “carillon”è lo strumento di campane suonato da una tastiera di martelli sui campanili. Questo fatto ha creato confusione quando ho iniziato a lavorare al progetto. Così ho deciso di lasciare nel brano questa ambiguità di significati (i bambini parlano di scatoline musicali, ma a volte imitano le campane; le stesse campane sono impiegate nella parete finale dell’opera.
Nell’Ottobre 1992 iniziai a registrare voci di bambini in una scuola elementare a Lucca, con l’intento di creare un’opera didattica in cui potessero combinarsi gioco e letteratura. Nei miei successivi viaggi in Polonia, Finlandia e Austria, ebbi modo di presentare in Festivals e programmi radiofonici la composizione CANZONI NATURALI (una sorta di cammino a ritroso dalla vecchiaia alla fanciullezza, in cui la voce di mia nonna che canta una canzone degli Anni Trenta e le voci di bambini che raccontano storie, sono divise dal ciclo dell’acqua dal temporale al mare). In ogni luogo dove presentavo “Canzoni Naturali”, registravo le voci di bambini del luogo, in modo da avere differenti versioni del brano, a seconda dei diversi paesi. Man mano che andavo avanti diventava sempre più chiara l’idea di un’opera autonoma sui bambini di tutta Europa. Al momento avevo solo le registrazioni di 6 lingue, (quelle impiegate in “Canzoni Naturali”). Iniziai così a prendere contatti con varie ambasciate e scuole per stranieri a Firenze e a Roma. Ma la maggior parte delle voci le ho raccolte a Berlino durante il mio soggiorno come ospite del DAAD. Alla fine di giugno ero in possesso delle seguenti lingue: Albanese, Bulgaro, Ceco, Danese, Finlandese, Francese, Greco, Inglese, Irlandese, Islandese, Italiano, Lettone, Lituano, Norvegese, Olandese, Polacco, Portoghese, Rumeno, Russo, Serbo, Slovacco, Sloveno, Spagnolo, Svedese, Tedesco, Tedesco dell’Austria, Turco, Ucraino, Ungherese.
In tutta l’operazione sono stati coinvolti centinaia di persone, fra bambini, insegnanti, operatori sociali, ambasciatori, mediatori, amici, e produttori radiofonici.

LA CITTA’ DEI CARILLONS è la parte finale di un progetto di più largo respiro su quattro età dell’uomo (in senso anti-orario), iniziato nel 1989 con RITRATTO DI PAESE (1989/90, documentario sonoro sui temi della vecchiaia e della comunità), sviluppato successivamente ne VIAGGI DI BEPPE (1992/93, età di mezzo, la solitudine) e LEZIONI DI MUSICA (1994/96, età dei venti anni, la coppia).

Il brano si divide in cinque movimenti senza titolo. La struttura rigorosamente classica (con soli, cori e concertati) fa da contrappeso all’estrema parsimonia dei materiali impiegati; infatti l’intera composizione è realizzata esclusivamente con voci di bambini, scatoline musicali e pochi suoni rarefatti di paesaggio.

I. Il primo movimento è una sorta di preludio sulle note di una scatolina musicale a scheda perforata. La breve composizione è un canone modale sulle sette note della scala di DO.
II. Il secondo movimento apre con un coro parlato, ogni voce legge una storia diversa. Il risultato è una specie di effetto caotico simile ad uno stormo di uccelli; il coro svanisce lasciando il posto alle tre parole (“VENTO, STRADA, CARILLON”) pronunciate in diverse lingue e separate da lunghe pause di silenzio. La successione delle parole, combinate con i suoni della scheda precedente (suonati lentamente ad imitazione delle parole), creano una specie di lento asimmetrico movimento respiratorio; un primo gruppo di bambini inizia a leggere le storie, una ad una, in contrappunto con le parole e la scatolina a scheda perforata (che rimane fino alla fine del movimento, mentre le storie svaniscono).

III. Suoni di vento (pochi secondi). Due bambini leggono una storia; un’orchestra di scatoline a tre note ruota crescendo lentamente dal nulla. Al momento del climax, compare il coro parlato del primo movimento; lentamente scanisce (con l’orchestra); un bambino solo legge la sua storia. Una scatolina con la melodia inizia a suonare mentre la voce svanisce. La scatolina si scarica lentamente.

IV. Rumori di strada. In lontananza due bambini leggono una storia. Altre voci iniziano a pronunciare le tre parole in diverse lingue. Un coro cantato che imita le campane di chiesa si combina con parole e storie in un grande crescendo che culmina in una lunga sezione musicale orchestrata da diverse scatoline tutte assieme. Una ad una le scatoline si scaricano, lasciando il posto a due brevi nuove storie.

V. L’ultimo movimento apre con una voce che canta; si costruisce un contrappunto verbale fra tre diverse storie e le tre parole. Appena le tre parole terminano (sono ormai state pronunciate in tutte le 29 lingue), si odono suoni di carillon di campane; gruppi di bambini giocano insieme interpretando le tre parole da un punto di vista sonoro. Inizia un crescendo finale fatto di grida; al culmine del crescendo rientra il coro parlato iniziale ; il caos si trasforma lentamente in una sorta di afasia generale (costituita da molti frammenti di registrazioni). Uno ad uno i bambini scoppiano in risate, svaniscono lentamente, mentre la melodia retrograda del I movimento inizia a suonare.

Regia e musica: Stefano Giannotti
Voci: bambini di 29 stati Europei
Stefano Giannotti: scatoline musicali
Prodotto da Stefano Giannotti Sender Freies Berlin Hörspiel Abteilung, DAAD Berliner Künstlerprogramm, 1998
Sound Engineer: Jean Szymczak

 

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Organizzazioni e persone che hanno partecipato alla produzione:
O.R.F. Kunstradio (Mrs. Heidi Grundmann), Polskie Radio Wroclaw (Mr. Roberto Gawlowski), YLEisradio Eläintharhan ala-aste, Scuola Elementare Ungaretti, Ecole Française de Florence, Liceo Spagnolo di Roma, Portugiesisch Grunschule Berlin, Bulgarisch Grundschule Berlin, Slowenisch Grundschule Berlin; Dasia Kunze, Peter Machajdìk, Sabine Ranzinger, Elisabeth Le Clerq, Dr. Doulgeris, Franny Cotier, Heli Virtanen, Barbara Müller, Roberta Da Porto, Dr. Zemitis, Ramminta Lampsatis, Liv Mette Larsen, Francesca Banciu, Lucian Brumniak, Arias Pilar, Sofja Gunnarfdottir, Jolanta Skrypczyk, Mariola Krajczewska, Imre Barna, Mrs. Sommaruga, Valentin Silvestrov, Ernst Karbe.

Dur. 33’16″